In particolare, gli ordini raccolti sul mercato estero hanno registrato un aumento del 24,7% rispetto al terzo trimestre del 2025, con un valore assoluto di 108,6. Sul mercato interno, invece, gli ordini hanno mostrato una diminuzione del 7,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il valore assoluto dell'indice era di 14,3.
Riccardo Rosa, presidente di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, ha dichiarato: “La domanda interna rimane debole nonostante i numerosi negoziati in corso. L'incertezza dell'ambiente internazionale e l'aumento dei costi energetici influenzano in modo significativo l'attività delle aziende dell'industria manifatturiera italiana, che rinviano i loro investimenti in attesa di maggiore chiarezza.” “Siamo quindi fiduciosi” – ha continuato il presidente Riccardo Rosa – “che la domanda italiana riacquisterà slancio, anche grazie alla normativa sull'iperammortamento, che nella sua versione 5.0 consente una migliore pianificazione degli investimenti, che possono essere distribuiti fino a settembre 2028.”
Le attività dei produttori italiani sul mercato estero, invece, si sono sviluppate in modo particolarmente dinamico. Oltre agli Stati Uniti, dove la domanda rimane particolarmente vivace, anche la Germania mostra i primi segnali di ripresa – senza dubbio una buona notizia per l'industria italiana del settore.
Secondo i dati elaborati dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, nei primi sei mesi del 2026 (ultimi dati disponibili), i principali mercati di sbocco per l'offerta del settore italiano sono stati gli Stati Uniti (329 milioni di euro, +12,6%) e la Germania (137 milioni di euro, +7,6%), seguiti da Francia, Polonia e Spagna.
“Gli ordini sono sostenuti in particolare dai settori aerospaziale, difesa ed energia – indipendentemente dal rispettivo paese” ha concluso Riccardo Rosa.
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